ENDOSPHERES THERAPY

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 AUTOTRAPIANTO DEI CAPELLI
Nell’uomo la pelle è un importante luogo di biotrasformazione e metabolismo degli ormoni androgeni. L’Androstenione è il principale ormone presente nei follicoli piliferi dell’uomo nonché il precursore del testosterone dal quale, a sua volta, deriva il deidrotestosterone che è l’ormone attivo nei follicoli piliferi delle zone in cui si avrà la comparsa di calvizie.
I follicoli soggetti ad Alopecia Androgenetica sono quelli situati nella zona vertico-frontale. Anche nei casi più avanzati, persiste comunque una corona di capelli a "staffa di cavallo" ricoprenti le aree temporali e nucale. I follicoli asportati da queste aree ed innestati in quella alopecica dello stesso paziente radicheranno e ricresceranno in quanto privi di recettori sensibili all’attività ormonale.
Il successo del trapianto dei capelli dipende dal fatto che i follicoli dei capelli trapiantati, cioè le "radici" trasportate dalla loro collocazione iniziale in un'altra area del corpo, si comportano così come hanno fatto sempre nel luogo originale.
Questi ormoni circolanti nel nostro organismo producono effetti diversi sui follicoli dei vari distretti corporei e le risposte dipendono sia dalla quantità di testosterone in circolo, e quindi dal deidrotestosterone, sia dalla presenza di recettori specifici nelle cellule follicolari dei vari distretti del corpo, così come la crescita pilifera può risultare stimolata in alcune zone e repressa in altre.
Con questo intervento, definito "autotrapianto", possono trovare giovamento oltre alle comuni calvizie maschili anche altri tipi di diradamento meno comuni, come nelle alopecia femminile e le ricostruzioni di sopracciglia, ciglia, barba, pube, etc.
 
AUTOTRAPIANTO: PROCEDIMENTO, POST-OPERATORIO, RISULTATO E NUMERO DI SEDUTE
All’inizio di ciascuna seduta i capelli dell’area donatrice, zona da cui vengono prelevati i follicoli, verranno accorciati a due millimetri di lunghezza lungo una striscia delimitata da capelli non tagliati. Questi ultimi serviranno a coprire l’area donatrice dopo l’intervento con una normale pettinatura nessuno si accorgerà dell’intervento subito.
Subito dopo l’area ricevente (l’area calva o diradata in cui verranno posti gli innesti) e l’area donatrice saranno sottoposti ad anestesia locale.
Si procede al prelievo di una losanga di pelle di circa 8 mm., di altezza e lunghezza variabili a seconda del numero di innesti previsti , quindi si sutura l’area di prelievo.
Dalla striscia si ottengono frammenti contenenti dalle 3 alle 6 cellule follicolari e quindi capelli chiamati mini-graft. Questi frammenti ripuliti dal grasso ed adagiati su garze sterili imbevute di soluzione fisiologica saranno poi innestati.
Sull’attaccatura della fronte i frammenti saranno più piccoli contenenti da 1 a 2 cellule follicolari e quindi capelli e vengono chiamati micro-graft.
Al temine risulteranno micro coaguli di sangue su ogni frammento impiantato garanzia della loro adesione al cuoio capelluto.
Si procede alla disinfezione ed all’applicazione di una fasciatura sulla ferita nucale che verrà rimossa il mattino successivo all’intervento.
Dopo l’intervento si formerà su ogni innesto una piccola crosticina che protegge l’innesto e fa in modo che questo non fuoriesca dalla cute. A distanza di 15 giorni la crosticina si distaccherà spontaneamente lasciando un piccolo e pulito puntino rosa.
I capelli presenti nell’innesto cadono tra la seconda e l’ottava settimana dall’intervento, molti attaccati alla crosticina stessa, tutto questo rientra nella normalità.
Alla dodicesima settimana dall’intervento sulla superfice cutanea si vedrà una nuova generazione di capelli che cresceranno esattamente come facevano nella loro sede originale.
Nel giro di 4-5 mesi la superfice cutanea dell’innesto non presenterà differenza alcuna con la cute circostante e per quanto riguarda la cicatrice nucale, risulterà lineare, sottile e perfettamente nascosta tra i capelli.

Naturalmente un adeguata visita chirurgica prima dell’intervento permette di stabilire:

  • Caratteristiche di elasticità e vascolarizzazione cutanea (la tendenza ai cheloidi o la poca elasticità del tessuto potrebbero portare alla formazione di esiti cicatriziali nella sede del prelievo).
  • Ampiezza dell’area ricevente, densità dell’area di prelievo e numero degli innesti preventivati sono parametri importantissimi per la riuscita di un trapianto che dia l’aspetto di foltezza e naturalità.

Il numero di sedute, infine, dipende dalla copertura che s’intende realizzare sull’area calva o diradata mentre la disposizione degli innesti solitamente è preferibile posizionare i mini-graft nella zona fronto-occipitale ed i micro-graft nella zona sulla linea molto marginale frontale. Lo scopo e sempre quello di ottenere una capigliatura più folta e naturale possibile.

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Prima Dopo

MEDIESTETIC
Dott.ssa Stella Messina Medico Chirurgo
Specialista Ematologo - Esperta in Chirurgica Estetica
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